– Sant’Agata di Puglia –

Lo spione delle Puglie, Sant’Agata di Puglia.

Paesino della provincia di Foggia, Sant’Agata è la terra d’origine della mia famiglia. La mia seconda casa, la mia prima terra. Dire che c’è il mio cuore in quei vicoli, su quelle pietre, è davvero riduttivo. C’è tutta me stessa in questo paesino, il mio essere quella che sono è grazie ad esso, grazie alle persone che rivedo tra quelle stradine.

L’impianto urbanistico della cittadina conserva la struttura medievale; si è sviluppato in forma spiraliforme a partire dal castello verso valle in un progredire di vicoli, ripide scalinate, archi, torrette, campanili, case con caratteristi ci portali, fino all’ultima cinta di cui l’entrata era la Porta Nuova con le chiese posizionate sui lati del paese. Sant’Agata oggi conserva la doppia cinta muraria: la più antica, racchiude il Castello di epoca longobarda restaurata in seguito dai Normanni e rinforzata dagli Svevi e dagli Angioini; la seconda cinta muraria racchiudeva la cittadella con l’Arco della Porta Nuova. La ricchezza della città è testimoniata dai diversi palazzi gentilizi, dalle numerose chiese edificate e dalla presenza di tre manufatti conventuali: il convento delle Vergini (attuale albergo e museo), il convento dei Francescani Riformati (successivamente distrutto) ed il convento dell’Annunziata.

Il culto a San Nicola di Mira si diffuse in Italia e, particolarmente, nella Puglia, quando le reliquie del Santo Vescovo furono traslate a Bari da alcuni marinai nel 1087. A San Nicola furono dedicate numerose Chiese. Nel territorio di Sant’ Agata di Puglia, nel casale di S. Maria d’ Olivola, vi era una chiesa di epoca medievale intitolata a S. Nicola, affidata ai Benedettini, ma andò in rovina tra il XIV e il XV secolo. Secondo lo storico Maruotti, anche in S. Agata vi era una chiesa dedicata al Santo di Mira, risalente alla stessa epoca di quella tenuta dai Benedettini in S. Maria d’ Olivola. Successivamente, la necessità di soddisfare alle cresciute esigenze di culto, spinse il Sac. Nicola Morellis de lo Zollo a progettare una nuova Chiesa più ampia e più bella nel sito della precedente. La costruzione del tempio, favorita e sostenuta finanziariamente dagli Orsini d’ Aragona, Signori di S. Agata, da Don Nicola e dai fedeli, iniziata verso la fine del XV secolo, fu portata a termine negli anni venti del 1500. Lo stesso Don Nicola nel 1522 divenne Parroco della nuova parrocchia che ebbe sede, appunto, in San Nicola, d’allora ritenuta Chiesa Matrice di S. Agata. Lungo i secoli successivi la Chiesa fu sottoposta a restauri, ad ampliamenti e fu decorata di stucchi; l’impianto originale (a tre navate, a croce latina, con due ingressi e il succorpo) non subì modifiche. Nel 1562 sorse in S .Nicola la Confraternita del SS. Sacramento. Nel XVII la Chiesa divenne beneficiaria di rendite provenienti da donazioni e legati e fu ulteriormente arricchita di opere e soggetti di culto. Nel 1604 si costituì, con sede nel succorpo di S. Nicola, la confraternita della Buona Morte. Nel 1642 la chiesa fu prolungata nelle navate laterali per far posto alle cappelle del SS. Rosario e del SS. Sacramento, mentre nel 1645 fu prolungata la navata centrale per far posto al coro. Nel 1642 la Confraternita della Buona Morte che, avendo come sede il succorpo parrocchiale, provvide a restaurarlo e che, quando aggregò a sé la Confraternita del SS. Rosario (trasferitasi intanto dalla Chiesa dell’ Annunziata nella Parrocchia di S. Nicola), curò arredo e dotazione della cappella omonima, aggiungendo la statua di Gesù Morto e la splendida statua della vergine Addolorata. Negli anni 1649-50 fu costruita la sacrestia e, nel vano destinato al coro, il maestro Jacovo di Vallata collocò 17 stalli canonicali, in legno noce scuro. Dal 1649 al 1691, ad opera di alcune famiglie di S. Agata (Macchione, Di Lauro, e D’ Alessandro), furono costruiti cappelle ed altari dedicati a San Gaetano, a San Gennaro e San Rocco. Il 15.5.1694 Mons. Angelo Ceraso, Vescoco di Bovino. consacrò solennemente la Chiesa. Nel 1727 furono rifatti il pavimento della Chiesa e l’altare del SS. Sacramento in pietra del Calaggio. Nel 1735 la sacrestia fu arricchita di mobili in noce e nel 1739 fu installato l’organo in Chiesa. Nel 1746 S. Alfonso de’ Liguori con altri nove Padri Redentoristi svolse una missione popolare. Nel 1804 lo scappellino Mansueto Anzano rifece in pietra il portale dell’ingresso principale. Nel 1813 fu costruita un’altra cappella e nel 1848 fu rifatto in marmo l’altare maggiore. Nel 1897, su progetto di Ferrante Volpe, l’impresa Francescantonio Russo rifece il campanile della Chiesa. Nel 1902 sei altari di pietra furono sostituiti da altari di marmo e, in quella circostanza, fu rinnovato anche il pavimento della Chiesa. Dal 1947 al 1957 il Prof. Enzo Liberti lavorò nella Cripta parrocchiale intitolata “Gesù Morto” e la arricchì di affreschi raffiguranti la Passione del Signore e i dolori della Vergine SS.ma. Nel 1976, durante il ministero parrocchiale di Mons. Antonio Labriola, sotto la direzione dell’ Arch. L. Marchitelli, iniziarono i lavori di restauro, affidati all’ impresa Michele Riondino di Foggia, che furono portati a termine durante il ministero di Don Michele Falcone. A sostenere le spese dei lavori concorsero il Sig. Michele Carrillo, la confraternita del SS. Rosario e di Gesù Morto e i fedeli di S. Agata. A lavori finiti, l’ 11.10.1981 il Cardo G. Caprio, invitato dal Parroco, con l’ Arcivescovo Mons. S. De Giorgi, inaugurò solennemente la riapertura della Chiesa. Il 22.07.1984 fu il Cardo Corrado Ursi a presiedere la solenne Celebrazione del 2900esimo Anniversario della Dedicazione della Chiesa. Il 3.10.1993 l’ Arcivescovo Mons. G. Casale benedisse la nuova artistica porta di bronzo dell’ ingresso principale, opera del Prof. Enzo Liberti. Il 23.12.1993 fu inaugurato nei localo della cripta il museo parrocchiale progettato dal Parroco e allestito dalla Pro Loco di S. Agata. 

Informazioni e storia: Wikipedia

Photographer: Rita Anzano

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